Correnti di marea nello Stretto di Messina: cosa sono e perché sono così intense
Le correnti di marea nello Stretto di Messina sono tra i fenomeni più caratteristici (e sorprendenti) del Mediterraneo. Qui la marea non si limita ad “alzare e abbassare” il livello del mare: genera vere e proprie correnti che invertono direzione con regolarità, influenzando colore, temperatura e trasparenza dell’acqua tra Mar Tirreno e Mar Ionio.
Alla base c’è l’attrazione gravitazionale tra corpi dotati di massa: in termini generali, la legge di Newton descrive come due masse si attraggano con una forza che aumenta al crescere delle masse e diminuisce all’aumentare della distanza. Nel caso delle maree terrestri, l’attore principale è la Luna (più vicina), con il Sole a contribuire in modo secondario ma importante.
Regime semidiurno: due alte maree e due basse maree al giorno
Nello Stretto di Messina il fenomeno è di tipo semidiurno: nell’arco di ore si verificano in media alte maree e basse maree. A queste variazioni di livello corrispondono correnti che cambiano direzione circa ogni 6 ore.
Le correnti di marea prendono due nomi tradizionali:
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Corrente di Scendente: massa d’acqua che, in senso generale, si muove da Nord verso Sud (dal Tirreno verso lo Ionio).
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Corrente di Montante: massa d’acqua che si muove da Sud verso Nord (dallo Ionio verso il Tirreno).
Questa alternanza regolare spiega perché chi osserva lo Stretto (o lo naviga) noti fasi nettamente diverse nella stessa giornata.
Tirreno e Ionio: cosa “porta” la montante e cosa “porta” la scendente
Lo Stretto separa il Mar Tirreno a Nord dal Mar Ionio a Sud. Quando prevale la Corrente di Montante, lo Ionio spinge verso Nord una massa d’acqua spesso percepita come più fredda e limpida, fino a congiungersi con le acque del Tirreno.
Quando prevale la Corrente di Scendente, il flusso si inverte e la massa d’acqua scende verso lo Ionio. In termini osservativi, questo può tradursi in cambiamenti nella trasparenza, nella temperatura superficiale e nel comportamento del moto ondoso, specie in presenza di vento e condizioni locali.
Luna piena e Luna nuova: maree di sizigie (correnti più forti)
La velocità delle correnti dipende dall’ampiezza della marea, che a sua volta è molto influenzata dalla Luna. In particolare:
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Durante Luna piena e Luna nuova si hanno le maree di sizigie: in genere si registrano le più alte alte maree e le più basse basse maree, con correnti spesso più energiche nello Stretto.
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Durante Primo quarto e Ultimo quarto si hanno le maree di quadratura: l’escursione di marea tende a ridursi e le correnti risultano mediamente meno intense.
In queste fasi, nello Stretto si osservano più facilmente strutture di corrente, discontinuità e zone turbolente.
“Scale” e “Tagli”: dove nascono e cosa indicano
Quando le correnti raggiungono velocità elevate (fino a circa 6 nodi nelle condizioni più favorevoli), nello Stretto possono comparire fenomeni molto riconoscibili, legati alla morfologia costiera e al fondale.
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La Scala: si manifesta soprattutto con la Corrente di Scendente in zona Capo Peloro, dove il dislivello del fondale e la conformazione della costa possono creare un effetto simile a una “cascata” d’acqua.
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Il Taglio: si osserva in condizioni analoghe con la Corrente di Montante, lungo il tratto da Ganzirri a Torre Faro, con un effetto di discontinuità e accelerazione del flusso.
Durante le sizigie, vortici e tagli minori possono comparire in più punti, da una sponda all’altra, sia lato Sicilia sia lato Calabria.
La “Stanca”: pausa reale o solo teorica?
Con “stanca” si indica l’intervallo tra la fase di Scendente e quella di Montante (e viceversa), quando la corrente rallenta. Nella pratica:
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In quadratura la stanca tende a essere più percepibile (corrente più debole, transizione più “leggibile”).
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In sizigia la stanca può risultare breve o poco evidente, e a volte appare più una nozione teorica che una pausa realmente osservabile sul campo.
Refoli di corrente costiera: il “Refulu”
Lungo le coste siculo-calabre possono generarsi correnti locali anche contrarie al flusso principale. In molte descrizioni tradizionali vengono chiamate Refulu: correnti di ritorno o laterali che contribuiscono a creare vortici, tagli e irregolarità del moto superficiale, rendendo lo scenario dinamico e non sempre “da manuale”.
Laghi di Ganzirri e Torre Faro: lo scambio d’acqua attraverso i canali
Lo scambio d’acqua dei laghi di Ganzirri e Torre Faro avviene tramite i canali, ed è connesso allo stesso regime di marea dello Stretto. In particolare, la Corrente di Scendente nel lago grande di Ganzirri può avviarsi attraverso il Canalone anche con un certo anticipo rispetto al flusso percepito nello Stretto, e proseguire poi attraverso il canale di Torre Faro.
Lo scambio diventa più significativo durante le maree di sizigie, quando l’escursione di marea è maggiore e la spinta (quindi la portata nei canali) tende ad aumentare.
Teoria e osservazione: perché lo Stretto sorprende sempre
La teoria aiuta a capire direzioni e cicli, ma lo Stretto di Messina resta un ambiente complesso: vento, pressione atmosferica, stagioni e condizioni locali possono modificare tempi e intensità, rendendo l’osservazione in riva (o in mare) ricca di sorprese.
È un fenomeno antico e sempre attuale, con effetti evidenti sulla fauna marina; e, nelle giornate estive, molti notano anche il beneficio della “montante” più fresca in superficie lungo la riviera.